Piacenza – Non è frequente assistere, a teatro, a un bacio alla francese. Mentre al cinema il bacio profondo è da almeno un cinquantennio iper-rappresentato, nello stesso torno di tempo, se non una programmatica castità, la scena ha coltivato un sostanziale disinteresse per l’amore fisico. Più che l’eros, è il suo contrario, thanatos, la pulsione di morte, nelle sue infinite espressioni, a trovare non di rado ospitalità a teatro: la sopraffazione, l’abuso, la violenza morale e fisica, l’esibizione del sangue, o del corpo nudo senza alcuna finalità erotica.

Ci pare quindi confutabile l’affermazione di uno dei personaggi di Entertainment, il testo di Ivan Vyrypaev, apprezzato autore teatrale russo, tradotto da Teodoro Bonci del Bene, messo in scena da Gianni Farina e prodotto da Menoventi/Le città invisibili, secondo cui nel teatro contemporaneo l’eros, nella sua versione più concreta, corporea, è rappresentato con licenziosa ossessione. Forse proprio per corroborare la sua tesi, ad un certo punto dello spettacolo, seduti su due poltroncine in platea dalle quali non si spostano mai mentre il pubblico è disposto di fronte a loro sul palco, in posizione soprelevata, gli eccellenti attori di Entertaiment, Tamara Balducci e Francesco Pennacchia, si scambiano un lungo, appassionato, impeccabile, veristico french kiss.

Tamara Balducci e Francesco Pennacchia in una scena di Entertainment - ph Ilaria Scarpa
Una scena di Entertainment – ph Ilaria Scarpa

Con il quale bacio ci fanno comprendere come la natura potenzialmente voyeuristica della figura dello spettatore, nell’esperienza che ne fa quello teatrale, sia incommensurabilmente più reale di quello cinematografico. Il voyeur cinematografico per eccellenza, lo spettatore che guarda James Stewart de La finestra sul cortile di Hitchcock, che invece di accoppiarsi con Grace Kelly preferisce spiare e fotografare un marito che uccide la moglie nel condominio di fronte – come ben vide François Truffaut, le scene di violenza in Hitchcock sono più erotiche di quelle sentimentali – è un dilettante rispetto al voyeurismo professionistico che accomuna inderogabilmente il pubblico sul palco del Teatro Filodrammatici di Piacenza.

Lo spettacolo, in realtà, era cominciato con un alto tasso di meta-teatralità e dialettica ragionativa.  Lei e Lui, due personaggi che assistono soli in platea a una rappresentazione, discutono, a cento anni di distanza dalla Prefazione di Pirandello alla revisione dei Sei personaggi in cerca d’autore, del rapporto tra personaggio e attore, tra verità e finzione della rappresentazione teatrale, sulla possibilità di credere alla verità dell’evento rappresentato. Che, spiega Lui, è niente più che entertainment, come recita il titolo dello spettacolo. Lo fanno in modo certo più naif e meno filosofico-ragionativo dei personaggi pirandelliani, sicché qua e là emergono giochi di parole basati sulla polisemia del lessico che ricordano più Achille Campanile che Pirandello, per esempio il celeberrimo dialogo Acqua naturale, dove la coppia si chiama allo stesso modo, Lei e Lui.

Una scena di Entertainment – ph Ilaria Scarpa

Il fatto è che ad un certo punto Balducci e Pennacchia cominciano a interpretare anche i personaggi dello spettacolo che stanno guardando, Margot e Steven, entrando e uscendo virtuosisticamente dall’uno all’altro dei quattro personaggi di questo gioco metateatrale. La loro bravura di interpreti tende ad avere in un certo senso il sopravvento persino sul contenuto drammaturgico, in bilico tra comicità, melodramma e gioco linguistico, che governa il ménage tra la seduttrice Margot e il solo apparentemente monogamo Steven. La ripetizione ossessiva delle formule trite e melense dell’addio dei due amanti all’alba che succede al rapporto sessuale, e non si decidono a lasciarsi, ci porta definitivamente lontano dal teatro filosofico pirandelliano, che dava tanto fastidio a Benedetto Croce.

Nel finale l’indimenticabile motivo centrale della colonna sonora che Ennio Morricone firmò nel 1969 per il dimenticabile film Metti una sera a cena di Giuseppe Patroni Griffi, ci sopraffà così acutamente e malinconicamente con la rievocazione di un’atmosfera italiana anni ’70, da renderci inermi, definitivamente conquistati e plaudenti davanti agli inchini dei due bravissimi interpreti.

Olindo Rampin

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ENTERTAINMENT

una commedia in cui tutto è possibile

di Ivan Vyrypaev
con Tamara Balducci e Francesco Pennacchia
regia Gianni Farina
traduzione Teodoro Bonci del Bene
immagine Magda Guidi
voice over Consuelo Battiston
tecnica Francesco Nistri e Luca Telleschi
organizzazione Maria Donnoli Marco Molduzzi
produzione Le Città VisibiliE production/Menoventi
Si ringraziano l’associazione L’Attoscuro e il Comune di Montescudo – Monte Colombo
I diritti dell’opera sono concessi da henschel SCHAUSPIEL, Berlino, in collaborazione con Zachar International, Milano
prima nazionale Rimini, 10 settembre 2022

Visto l’11 ottobre 2024 al Teatro Filodrammatici di Piacenza nell’ambito della rassegna L’altra scena.  

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