Villorba TV – Un viaggio inaspettato e commovente nel mondo di uno dei più grandi scrittori italiani di oggi, Vitaliano Trevisan. E una storia inedita e al tempo stesso curiosa che racconta un rapporto particolarissimo e vitale, quello di Vitaliano con il cane Dean, amatissimo compagno a quattro zampe che viene prima rapito e poi diventa un’ancora di salvezza. Arriva al Teatro del Pane di Villorba (Tv), domenica 25 gennaio alle 18, “Il Cane Dean”, poetico omaggio del regista e attore trevigiano Mirko Artuso all’amico Vitaliano nel quarto anniversario della morte.

IL PROGETTO DEL PROFESSORE ILLETTERATI
Scritto da Luca Illetterati, docente di filosofia teoretica all’università di Padova e attento studioso dello scrittore vicentino cui ha dedicato numerosi saggi, “Il Cane Dean” non vuol essere una semplice biografia, bensì uno sguardo attento su un autore spigoloso, fascinoso e acutissimo, e su una vita fatta di contrasti: la fatica e la manualità di lavori umili e spesso disprezzati, la ricerca spasmodica di senso e bellezza nella scrittura e la continua lotta con se stesso.
Al centro, la figura del cane Dean che, come un faro nella nebbia, illumina la strada di Vitaliano: non è solo un cane, ma il filo che lo tiene legato al mondo, silenzioso e partecipe testimone delle sue gioie e dei suoi tormenti. Il cane aiuta così a svelare l’uomo dietro lo scrittore, un uomo visceralmente immerso nella contemporaneità che ha sempre cercato la libertà e la verità in ogni pagina che ha scritto e in ogni passo che ha percorso.

Vitaliano Trevisan
Vitaliano Trevisan

UN LEGAME TRA ARTISTI
Artuso è stato profondamente legato all’autore vicentino scomparso il 7 gennaio 2022, con il quale ha lavorato per alcuni film – come “Effetto domino” di Alessandro Ross\etto, “Finché c’è prosecco c’è speranza” e “Il grande passo” di Antonio Padovan.
Ho avuto un bel rapporto con Vitaliano, non solo lavorativo e artistico, ma anche di grande amicizia. Per cui ho accettato con gioia la proposta di Illetterati, grande esperto dell’opera di Vitaliano, di misurarmi con “Il Cane Dean”. Luca conosceva bene Vitaliano, su di lui ha scritto molto, e da questo rapporto di amicizia è nato un testo che io trovo bellissimo e molto intimo. Un lavoro che parte da un pretesto giocoso, quello del rapimento del cane, ma che aiuta ad esplorare non soltanto il profondo legame affettivo di Vitaliano con Dean, ma anche il suo sguardo sul mondo. La prima lettura pubblica dello spettacolo, poco tempo fa a San Zenone degli Ezzelini, per me è stata molto intensa e commovente”.
Il nome Dean nasce in ricordo dell’attore Dean Martin ma nello stesso tempo, aggiunge Artuso, “fa risuonare in me i nomi di due personaggi interpretati da me e Vasco Mirandola, Dean e Dune, nella prima versione teatrale de “La bancarotta” di Goldoni riscritta da Vitaliano con il suo stile pungente e sarcastico, personaggi ai quali poi si rivolgeva il conte interpretato dallo stesso Vitaliano”.

IL DIALOGO TRA PAROLE E BATTERIA
Il Cane Dean” è uno spettacolo che si misura con la fragilità e la resilienza di un’esistenza in bilico tra arte e sopravvivenza, ma soprattutto narra un amore incondizionato che riesce a trasformare il dolore in poesia. Il testo di Illetterati, inoltre, riprende toni e temi dei romanzi di Trevisan accompagnando gli spettatori nei suoi luoghi, così significativi per la sua vita sia come scrittore che come lavoratore-osservatore.
Sul palco, Artuso sarà affiancato da un giovane batterista, Alessandro Barbieri, che “reagirà” al racconto attraverso improvvisazioni jazz. “La scrittura di Trevisan si affida molto al ritmo musicale, anche perché Vitaliano sapeva suonare la batteria, anzi era un ottimo batterista – ricorda Artuso – E l’amava molto, gli era vitale”.
In scena, Artuso e Barbieri si ritroveranno a dialogare tra parola e musica in un ascolto reciproco.

IL PIATTO AMATO DA VITALIANO PER LA CENA
Come prevede la formula del Teatro del Pane, la serata si chiude dopo lo spettacolo con la cena – in quest’occasione dedicata a Trevisan. Firmata da Marco Boscarato e Alessia Carraro di Casa La Buona Stella di Montebelluna. “Non è stato semplice pensare ai piatti per questo spettacolo – ammettono al Teatro del Pane – Trevisan dichiarava esplicitamente di non amare il mondo del cibo e di mangiare quasi per dovere, tollerando pochi alimenti, in preferenza di colore bianco. Tra questi i “risi col latte”, piatto inserito nel menu della serata, che rende omaggio anche alla cucina vicentina“.

Ecco allora, come antipasto, un’insalata con radicchio tardivo, patate rosolate, broccolo fiolaro di Creazzo, salsa ai fermenti; risi e latte con stracchino e formaggio Asiago; baccalà alla vicentina con polenta di mais Marano; la fregolota alle mandorle e il sorbetto gelato.

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