Le “Architetture” del presente sono fatte di danza. La danza come “costruzione” viva e collettiva fatta di corpi e movimenti che modellano lo spazio, raccontano il nostro tempo e creano reti di significato. “Architetture” che nascono in un territorio, Vicenza, che sulla danza ha sempre creduto, costruendo nel tempo progetti artistici di alto profilo che puntano a valorizzare l’eccellenza creativa, la ricerca, l’innovazione.

Nasce da questo sguardo “Architetture del presente”, la 9. edizione di Danza in Rete Festival, rassegna diffusa che anima Vicenza e dintorni di spettacoli, performance, approfondimenti e occasioni di incontro tra i protagonisti della kermesse e la comunità. Un festival che dal 14 febbraio fino al 24 maggio accoglierà grandissimi nomi della danza internazionale, a partire dalla canadese Compagnie Marie Chouinard che proprio nel giorno di San Valentino, al Comunale di Vicenza, proporrà “Magnificat” in prima e unica data nazionale e il celebre “Le sacre du Printemps”; ma arriveranno anche Virgilio Sieni con la sua compagnia impegnata in “Sonate Bach”, la Scuola di Ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala, lo Spellbound Contemporary Ballet, i Momix, la Hofesh Shechter Company.

IL PROGETTO

Promosso dalla Fondazione Teatro Comunale di Vicenza e curato da Pier Giacomo Cirella in collaborazione con Loredana Bernardi (per la stagione di danza) e da Alessandro Bevilacqua (per la sezione Off, i progetti di scouting, le masterclass), Danza in Rete Festival 2026 si snoderà tra teatri – dal Comunale al Teatro Astra e l’Olimpico di Vicenza, il Civico di Schio-, luoghi e monumenti storici della città come i palladiani Palazzo Chiericati e la Chiesa di Santa Maria Nova e infine spazi urbani (Piazza dei Signori, il piazzale d’ingresso del Comunale), creando un dialogo importante tra tradizione e contemporaneità, in uno scambio creativo che affianca i nomi celebri della danza internazionale a coreografi e compagnie emergenti. Accanto al cartellone mainstream, infatti, si staglia Danza in Rete Off che dà voce alle diverse espressioni del contemporaneo, spesso presentando la danza in contaminazione con altre arti, e proponendo estetiche “fuori-luogo”: qui si confrontano giovani artisti e realtà italiane, ma anche emergenti di altri paesi con i loro nuovi lavori.


Non mancheranno poi “I primi passi a teatro”, spazio rivolto alle giovani e giovanissime generazioni, con spettacoli per le scuole e le famiglie; quindi la sezione Danza Urbana, ossia lo sconfinamento in luoghi monumentali o spazi alternativi della città; spazio alle Masterclass, sempre più numerose, con i protagonisti della scena di danza italiana; poi l’esperienza di Dance Well, che fa incontrare la pratica della danza contemporanea con la comunità delle persone col Parkinson; il progetto I dance the way i feel rivolto prevalentemente, ma non esclusivamente, a pazienti ed ex pazienti oncologici; gli Incontri con gli Artisti al Ridotto del Tcvi tenuti da critici, studiosi, giornalisti, per avvicinare anche i non addetti ai lavori alle diverse esperienze coreutiche; i percorsi guidati di Audience Development ed Engagement, un progetto di partecipazione attiva alla creazione, personalizzato per fasce generazionali (Teatro con Vista 14-18 anni, Spettatori Danzanti over 20, Spettatori Danzanti Young 14-19 anni) guidato da esperti.

GLI OSPITI

Gli interpreti del Festival, nella sezione mainstream (Danza in Rete) sono prestigiosi compagini internazionali e italiane: la Compagnie Marie Chouinard (14 febbraio), Compagnia Virgilio Sieni (28 febbraio), Hofesh Shechter Company-Shechter II (17 maggio), ma anche le scuole della grande tradizione come la Scuola di ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala (7 marzo); gruppi stranieri con matrici e connotazioni di forte originalità come la Compagnie Accrorap per l’hip hop (il 27 marzo), Szeged Contemporary Dance Company per il teatro-danza (11 aprile), En-Knap Productions & Zagreb Dance Company con la riproposizione di un capolavoro come il Bolero di Ravel (21 aprile). Spazio anche a compagnie ed interpreti italiani in ascesa come Francesco Marilungo con le sue produzioni di ricerca in ambito folklorico (15 febbraio) e l’irriverente Andrea Costanzo Martini con le sue creazioni orientate al new pop (28 marzo), la Compagnia Déjà Donné impegnata su Ravel in un’inedita relazione con le sonorità della musica rave (14 marzo), lo Spellbound Contemporary Ballet diretto da Mauro Astolfi, con una versione contemporanea della “Bella Addormentata” a rappresentare le tendenze autodistruttive del potere (26 aprile) e la compagnia Mvula Sungani Physical Dance che presenterà una celebrazione del mood partenopeo e della cultura mediterranea (24 maggio). E ancora gli eterni Momix, con una nuova versione di Botanica, decennale cult di ispirazione ambientalista (12 maggio).


Nella sezione Danza in Rete Off si confrontano giovani artisti e realtà italiane per lo più in prima nazionale: Collettivo Jennifer Rosa, Matteo Maffesanti/Collettivo Elevator Bunker, Davide Tagliavini, Vidavé Company, Teodora Grano, Paola Bianchi/Valentina Bravetti, Vittorio Pagani, oltre naturalmente all’Artista in Rete Adriano Bolognino. Ma lo sguardo alle nuove tendenze del contemporaneo si amplia a livello internazionale, presentando in prima nazionale i lavori di emergenti di altri paesi come lo sloveno Jaz Roznam e i taiwanesi Huang Shi-Hao, Chih-Chia Huang.

“SCONFINAMENTI”

Da non perdere, poi, le performance di Danza Urbana, con la Compagnie Marie Chouinard impegnata in un site-specific a Palazzo Chiericati (15 febbraio), l’artista multidisciplinare Gaetano Palermo (21 marzo) e il Collettivo Parini Secondo (21marzo) che utilizza la coreografia per sublimare tendenze pop. Gli interpreti del Progetto Supporter sono invece il neonato Balletto di Vicenza, il danz’autore catanese Claudio Scalia e il vincitore della borsa di studio Roi, Davide Cancelliero. E chi ama scoprire se stesso alle prese con la danza, non deve perdersi le masterclass ideate per l’occasione: Marilungo propone il 14 febbraio “Epifanie anatomiche” aperto a tutti dai 14 anni in su, Virgilio Sieni darà una “Lezione sul gesto” 28 febbraio (ore 16-18) sempre aperta a tutti; il 14 marzo ecco “Abitare la pelle” con Virginia Spallarossa (11.30-13); il 27 marzo masterclass con Andrea Costanzo Martini (19-20.15) per gli allievi della rete No-Limit-Action e ad esterni interessati a partire dai 16 anni. Infine, “Stop being dumb! sul comporre in danza rivolto a studenti del Laboratorio integrato di Coreografia nell’ambito della laurea magistrale in Teatro e Arti performative dell’Università Iuav di Venezia con Adriana Borriello (14 marzo), Daniele Albanese (21 marzo) e Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi (28marzo).

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