Pordenone – Torna con un piglio internazionale e un titolo forte L’Arlecchino Errante, “festa internazionale dei teatri instabili” con la direzione artistica di Ferruccio Merisi, che fino al 10 settembre porta a Pordenone.
Il titolo di questa ventottesima edizione del progetto della Scuola Sperimentale dell’Attore è “Reinventando l’Umano”: non uno slogan, non un manifesto programmatico ma il denominatore comune degli spettacoli di drammaturgia contemporanea, mimo, circo e teatro di strada in prima regionale che compongono il festival. Spettacoli che affrontano temi attuali e necessari come le tecnologie digitali e la realtà virtuale, la scienza e la malattia, il cibo e il maltrattamento degli animali e non solo.
Uno dei connotati della qualità è la necessità: qualcuno deve avere bisogno di esprimere qualcosa, e qualcuno deve avere bisogno di esserne spettatore – dice Merisi – Anche quest’anno partiamo dall’aver riconosciuto questa necessità in una serie di spettacoli e artisti, oltre che nelle testimonianze degli spettatori. Oggi siamo immersi in una mutazione veloce: tecnologica, sociale, climatica, geopolitica, ecc. Volenti o nolenti, in modo più o meno evidente, sentiamo il bisogno di reinventarci un po’ la vita. Per riuscirci, o almeno per provarci, forse non è male condividere quei segnali di reinvenzione dell’Umano che l’Arte e la cultura contemporanea ci stanno proponendo. In particolare il Teatro, che l’Umano, letteralmente, lo mette in scena”.

Antonio Viganò

PREMIO LA STELLA DE L’ARLECCHINO ERRANTE A VIGANÒ
Anche quest’anno il momento clou del festival è legato al Premio La Stella de L’Arlecchino Errante – Confartigianato Imprese Pordenone, un riconoscimento alla carriera conferito a un artista del teatro che si sia distinto, oltre che per le produzioni di eccellenza, per un linguaggio originale, per un metodo di lavoro preciso e organizzato, e per una capacità conclamata di trasmissione e formazione.
Sabato 7 settembre alle 18 nel chiostro dell’ex convento San Francesco il riconoscimento sarà consegnato a Antonio Viganò (Teatro la Ribalta – Kunst der Vielfalt). Regista-autore, attore, danzatore e scenografo, Viganò ha vinto 5 premi ETI Stregagatto per le migliori creazioni teatrali destinate alla gioventù. In Francia è stato il regista per 5 anni di Oiseau Mouche, la prima compagnia teatrale Europea costituita da uomini e donne in situazione di handicap. Il suo Teatro La Ribalta dal 2010 vive una seconda giovinezza a Bolzano, dove ha preso vita la cooperativa Teatro la Ribalta-Accademia Arte Della Diversità, prima e tuttora unica realtà teatrale professionale totalmente inclusiva. Con questa compagnia Viganò ha vinto il premio Ubu nel 2018 e il premio Hystrio nel 2021.

Viganò e il Teatro La Ribalta presenteranno il 7 e 8 settembre il loro “Otello Circus”. In un vecchio circo dove tutto sembra appassito, Otello è costretto a rappresentare da anni, più volte al giorno, la sua tragedia della gelosia. È la pena che deve scontare. Intorno a lui alcuni personaggi ormai consumati e indeboliti, un po’ artisti di circo e un po’ icone del dramma di Shakespeare (e di Verdi), subiscono e incrementano il vortice di sentimenti che portano alla tragedia, circondati dagli invisibili fantasmi delle vittime di femminicidio, per ricordare a chi guarda che l’amore che uccide è contro natura.

Dekru

PRODUZIONI INTERNAZIONALI, CIRCO E DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA
Anche quest’anno sono in programma al festival compagnie internazionali.
Dall’Ucraina arriva “Virtual Reality”, il nuovo lavoro muto, umoristico e dinamico del quartetto di mimi Dekru, preceduto dal loro “Alieni”, apparizioni di mimo e pantomima.
Dal Togo invece martedì 10 settembre arriva la parata con trampolieri degli Afuma che presentano il loro “Edukikan (con cuore coraggioso)”. Lo spettacolo offre ritmi, canti e coreografie simboliche della secolare tradizione dei super-trampoli, alti tre metri, insieme a figure acrobatiche e circensi che gli Afuma stanno “rubando” nelle tournée internazionali, con il preciso scopo di creare una scuola di spettacolo contemporaneo in patria, per il futuro dei giovani togolesi e non solo.
Il 9 settembre gli Afuma faranno una Parata di saluto alla Città, open workshop e flash mob. I prodigiosi trampolieri si presentano a tutti con le loro incredibili sfide di nuovo equilibrio. Poi accolgono nella sede della Società Operaia i più curiosi con un racconto sulle loro tradizioni, e, per chi vuole, con un’offerta di condivisione di semplici quanto benefiche danze, per andare infine tutti in festa nel luogo dove, l’indomani, inizierà lo spettacolo.

parata di Afuma con trampolieri

La drammaturgia contemporanea vede in scena il 5 settembre un “ted talk senescente in salsa punk” ovvero “Rimbambimenti” di Andrea Cosentino, attore, autore e comico Premio speciale Ubu 2018. In principio era una conferenza sul tempo, da parte di un presunto scienziato, con il suo doppio marionettistico affetto da Alzheimer, e un assistente musicista: ma subito si scivola verso un concerto/spettacolo dove il conferenziere dimentica la sua parte, cerca di ricostruirla attraverso appunti e oggetti sulla scena dei quali fatica a ricordare l’utilità, e approda in un mix incosciente tra musica tecnologica, teatro di figura, divulgazione scientifica e parole in libertà.
Il 6 settembre è la volta di “Ca.Ni.Ci.Ni.Ca” di Greta Tommesani, una riflessione sorprendente sulle filiere produttive.
Il 7 settembre al Bistrot all’Indugio si terrà un “Aperitivo Sfruttazero” con Tommesani & Cicinelli legato allo spettacolo.

Anche quest’anno il circo e il teatro di strada saranno grandi protagonisti al festival. Il 4 settembre si parte con “Car Wash”, spettacolo di circo e teatro con Agro The Clown, al secolo Luca Della Gatta artista di circo e mimo formatosi tra Italia, Spagna e Argentina. Agro interagirà con le auto di passaggio che diventeranno inconsapevolmente parte integrante delle gag.

Agro The Clown

La sera, lo stesso Agro The Clown presenterà il suo cavallo di battaglia “Improlocura”, spettacolo che fonda la sua improvvisazione assoluta su tecniche di mimo e di clown di altissima scuola e su uno stile provocatorio, divertente e stravagante.
L’8 settembre si torna in piazza con “Fratelli Maraviglia”, spettacolo classico con due fratelli quasi gemelli che sulla piazza da tredici anni fanno crescere questo show che coinvolge e incanta, che offre un contagio di energia pura e che soprattutto regala grandi e grandissime risate. La mattina “Anche L’Arlecchino pedala… numeri e risate con i Fratelli Maraviglia”, con uno strano risciò/palcoscenico si aggira per la zona pedonale.
Il 9 settembre Luigi Ciotta, attore, clown, circense, artista di strada e pittore, presenta “Abattoir Blues”. Il tema è il maltrattamento degli animali negli allevamenti intensivi e il nostro rapporto ambivalente con la carne.

i Fratelli Meraviglia

AL BISTROT ALL’INDUGIO
Attivo anche quest’anno, prima e dopo gli spettacoli al Capitol, all’Ex Convento San Francesco e in Piazza della Motta, il Bistrot all’Indugio: chiacchiere informali tra attori e spettatori, in collaborazione con Wines & Events Aperto. Tra gli eventi realizzati al Bistrot, oltre all’aperitivo “Sfruttazero”, venerdì 6 settembre alle 19 la presentazione (con ascolti) del podcast Fatti di teatro – la storia del teatro come non te l’ha mai raccontata nessuno di Simone Pacini in dialogo con Giambattista Marchetto. Un momento conviviale, di ascolto collettivo e di dialogo sui nuovi modi di raccontare il teatro.

MASTER INTERNAZIONALE SULLA NUOVA COMMEDIA DELL’ARTE
Dopo la conclusione del programma di spettacoli ed eventi, il percorso degli open workshop sfocerà per chi lo desidera nel famoso corso intensivo de L’Arlecchino Errante, la cui vocazione è di estrarre, dal patrimonio concreto della Commedia dell’Arte, le tecniche, le competenze, le strategie artistiche e le prospettive di innovazione che possono assistere i più vari e diversi orientamenti creativi dell’attore e dell’artista contemporaneo. Ferruccio Merisi, insieme ai colleghi Lucia Zaghet, Giulia Colussi, Daria Sadovskaia e Jacopo Pittino, ha voluto dedicare questo Master alla “Nuova” Commedia dell’Arte non per la presunzione di inventare a tutti i costi una nuova era di Commedia, ma al contrario con l’umiltà di dichiarare una ineludibile parzialità nei confronti di una grandiosa antica tradizione, impossibile da ricostruire tale e quale. Essa rimane comunque il territorio principale di analisi e di ispirazione di questo Master, ma con metodi di studio, di training e di creazione, assolutamente originali e contemporanei. Il

www.arlecchinoerrante.com

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