Bassano del Grappa VI – Operaestate Festival Veneto vara la 32. Edizione. Sono 39 le città coinvolte, con 400 serate di spettacolo attraverso 2 mesi di programmazione tra teatri, ville e castelli, parchi e palazzi, piazze e musei della pedemontana veneta. Artisti da ogni parte del mondo, produzioni che spaziano dal teatro contemporaneo alla più nuova danza internazionale, dalla musica al cinema d’autore, tra avanguardia e tradizione.

DANZA. La dimensione progettuale del festival si sviluppa sempre più durante tutto il corso dell’anno, in particolar modo nei linguaggi del contemporaneo, attraverso attività di formazione e residenze produttive realizzate dal CSC Casa della Danza (Bassano è l’unico soggetto italiano a far parte dell’EDN European Dancehouse Network). La sezione danza diventa dunque una sintesi di tutti i percorsi attivati e promossi per individuare gli artisti che meglio rappresentano con i loro linguaggi, le poetiche, gli stili e i contenuti che Operaestate ha scelto di presentare al pubblico.
Non mancano però gli “eventi”, in particolare con due ritorni. I Momix (31/7 e 1-2/8) che in “Bothanica” compiono un viaggio visionario e immaginifico nelle meraviglie della natura e i Principals of New York City Ballet (11/8) con un omaggio al fondatore George Balanchine e alle straordinarie creazioni di un repertorio classico che ha reso questa compagnia “leggendaria”.
La vocazione a reinventare gli spazi urbani trasformandoli in palcoscenici inusuali, prende forma concretamente nel progetto Dance Raids – A passo di Danza: gli spazi ad essere “presi d’assalto” saranno proprio i centri storici di quattro città palcoscenico coinvolte nel progetto ovvero Bassano (4/7) Montebelluna (22/7) Mezzano (11/8) e Asolo (12/8). Grande attesa come anche per la reinterpretazione delle Bolle Nardini, affidata quest’anno a Itamar Serussi, artista cresciuto nella nota compagnia israeliana Batsheva, che in “Vanda” indaga il corpo nei suoi diversi stati fisici ed emotivi (5-7/7). E non mancheranno altre architetture reinterpretate attraverso la coreografia, mentre merita una segnalazione la sezione Danza al Castello di Bassano con Aterballetto (14/7) in un’originale “Alice nel paese delle meraviglie” e il Balletto Teatro di Torino (29/7) con “Le Vergini” a partire dalla celebre partitura musicale di Ciaikovskij “La Bella Addormentata”.
Da non perdere il Progetto Bosch – il festival è partner italiano nelle celebrazioni del 500. anniversario della morte del pittore olandese – che porta in scena due tra i più interessanti coreografi della scena contemporanea: Chris Haring (17/8), già Leone d’Oro alla Biennale Danza 2007 e l’israeliana Yasmeen Godder (22/8).

TEATRO. È dedicata ai grandi artisti e all’immenso patrimonio di bellezza che ci hanno consegnato la sezione “Dell’arte in teatro”, che riunisce spettacoli su Picasso nella lettura di Tam Teatromusica (15/7), Dürer interpretato dal Teatro dell’Archivolto (24/7), Caravaggio rivissuto in scena da Alessio Boni (26/7), Canova evocato dalla poesia francese in un percorso teatral-musicale curato dalla Fondazione Canova (10-11/8). Ad affiancare questi originali ritratti l’analisi critica su come l’Italia (non) si prenda cura del suo patrimonio artistico condotta da Gian Antonio Stella e Gualtiero Bertelli in “Vandali” (20/7).
Va invece a scovare le grandi passioni, intercettando le radici profonde che sono alla base del nostro immaginario, individuale o collettivo, il segmento teatrale Tra favola e mito. Dal riallestimento dello storico “Edipo per uno spettatore” del Teatro del Lemming (6-11/7) all’ironia di Natalino Balasso ne “L’idiota di Galilea” (25/7), dai ricordi di Laura Curino (2/8) alla natura che Marco Paolini esplora nel racconto di Jack London (5/8). Infine la favola; che sia quella personale di un “Giardino segreto” capace di segnare l’intera esistenza di Lorenza Zambon (29/8), o che sia il coraggioso tentativo di dare una chiave personale alla fiaba per eccellenza come fa Emma Dante con “Gli alti e i bassi di Biancaneve” (9/8).
E torna anche Parole Venete, il segmento dedicato alle voci che meglio hanno saputo raccontare le bellezze e le contraddizioni di una terra e del suo popolo, mettendo in comunicazione i luoghi delle Città Palcoscenico con alcuni tra i migliori interpreti  della scena regionale. Mentre gli Anagoor festeggiano il loro decimo anno ospitando alcune delle realtà più interessanti della scena teatrale contemporanea come Barokthegreat, Fanny & Alexander, Codice Ivan, Teatro Sotterraneo e Cosmesi (2-5/8 tra Resana e Castelfranco Veneto). E Assurdo Teatro prosegue il suo progetto tra musica e letteratura con nomi come Vitaliano Trevisan, Tiziano Scarpa e Aldo Nove (19-21/7 Dueville e 24-29/7 Schio).

MUSICA. Mai come quest’anno la programmazione della sezione musica si segnala per la densità e la qualità della proposta, ospitando straordinari artisti di fama internazionale sia nella classica che nel jazz. Per Classica d’estate torna il pianista Ramin Bahrami (22/7), massimo interprete contemporaneo di Bach, questa volta in duo con il flautista Massimo Mercelli. Arrivano invece per la prima volta al festival la violinista Laura Marzadori (30/7) e il pianista Dong Kyu Kim (4/8). Due anche le orchestre ospiti nel programma: l’appuntamento alla Villa Barettoni di Nove con l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta (14/7) in un programma ispirato al “Barocco Italiano” e l’Orchestra J.Futura International (19/8) ensemble giovanile trentino inserito in un progetto di scambio interregionale con un programma sinfonico che affianca Brahms a Rachmaninov e Dvorák.
Torna anche la Lirica d’estate che porta al Castello degli Ezzelini il Don Pasquale (27/7) di Gaetano Donizetti con l’Orchestra di Padova e del Veneto e un cast di giovani e valenti artisti.
Il filo rosso che il festival ha individuato quest’anno nel rapporto tra arti sceniche e arti visive si ripresenta anche nella sezione musica grazie a un progetto curato da Luca Scarlini dal titolo Ekfrasis. Storie dell’arte. Due racconti accompagnati dalla chitarra di Alberto Mesirca e dal violino di Marcella Campagnaro per altrettante opere centrali della storia dell’arte: “Lo sposalizio della vergine” di Raffaello (29/7) e “La decollazione di San Giovanni Battista” di Caravaggio (12/8).
Novità assoluta di quest’anno il Bassano Jazz Festival: cinque nomi di prima grandezza al Castello degli Ezzelini e un evento conclusivo in Piazza Libertà. Si va da uno dei più grandi chitarristi jazz viventi, John Scofield (10/7) a due pianisti profondamente diversi nel loro approccio allo strumento ma ugualmente geniali negli esiti artistici, Brad Mehldau (11/7) e Uri Caine (12/7). Si prosegue con l’inarrivabile tromba di Paolo Fresu (13/7) e il prodigioso sassofono di Joshua Redman (14/7). E per concludere la voce morbida e dal timbro inconfondibile di Al Jarreau (18/7).

www.operaestate.it

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