L’occhio sulla crisi (anche culturale) in Alfabeta2

Posted on 15 settembre 2013

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alfabeta2_n32Milano – «I 500 più fortunati di Francia si sono arricchiti del 25% in un anno. In un decennio la loro ricchezza è quadruplicata e rappresenta il 16% del Pil del paese. Equivale anche al 10% del patrimonio finanziario dei francesi, cioè un decimo della ricchezza è in mano a un centomillesimo della popolazione». Si apre con questa recente citazione da Le Monde il primo intervento del numero 32 di alfabeta2, il Governo dell’uomo indebitato di Maurizio Lazzarato, una critica della crisi “in forma di abbecedario”. Molti nodi tematici presenti nella rivista analizzano questo problema da angolature diverse, che si tratti del nucleo di articoli dedicati all’Ilva (L’acciaio che uccide) o del dossier bifronte su scuola e editoria o infine dei due contributi di Vassilis Vassilikos e di Dimitri Deliolanes sulla situazione greca.
Anche gli approfondimenti di taglio più nettamente culturale – sul cantiere aperto della poesia italiana, sul situazionismo e sul Gruppo 63 a cinquant’anni dalla sua esplosione sulla scena delle arti in Italia – disegnano del resto un mondo in tensione, dove molto continua a sfuggire. E in questo senso si muove anche lo speciale alfaTURK curato da Eleonora Castagna. Il supplemento del numero 32 propone un racconto inedito dello scrittore argentino Copi, Virginia Woolf ha colpito ancora, e un allargamento delle recensioni, che abbracciano – oltre ai libri – anche arte, musica, cinema.

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