Nekrosius ricerca il “Carattere” dei classici all’Olimpico

Posted on 15 settembre 2013

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SONY DSCVicenza – Una parola: Carattere. Una sola parola, che contiene una stratificazione di significati: dal ruolo teatrale al carattere dell’attore fino alle relazioni che si creano dall’incontro tra personaggio e personalità. Al “carattere” – pensato però non come elemento fisso, ma come meccanismo in continuo divenire – è intitolato il 66. Ciclo di Spettacoli Classici del Teatro Olimpico di Vicenza, che per il secondo anno vanta la direzione artistica di Eimuntas Nekrosius.
“È un titolo molto semplice – rimarca il maestro lituano -. Forte e fragile, facile e complesso, che dà forma a una ricca tela, a un’immagine a più strati. L’arte teatrale è simile al restauro di questa tela, nel tentativo di preservare l’unicità dei personaggi – dei caratteri – creati dai diversi artisti. Ogni carattere è come una raccolta di idee, di storie, di tutto il patrimonio dell’arte teatrale”.

Quest’anno il programma spazia dai testi biblici ai poemi epici indiani, passando per i classici greci mediati dalle suggestioni della più moderna multimedialità, per arrivare a toccare l’opera di Bertolt Brecht, il cui impatto sul teatro contemporaneo è stato fortemente determinante.
Il primo appuntamento è previsto dal 19 al 22 settembre con la prima mondiale de Il Libro di Giobbe che Eimuntas Nekrosius porterà in scena con i suoi attori della Compagnia Meno Fortas. Un lavoro sul destino e il libero arbitrio che attrae particolarmente il regista sia per la complessità del tema, sia per la grande sfida insita nel mettere in scena un testo di questo tipo. È la storia di un carattere molto forte che deve affrontare numerose sfide ed è difficile immaginare come un essere umano riesca a superare e a sopravvivere a tutto questo.
Dal 28 settembre al 5 ottobre sarà la volta di Vita di Galileo di Bertolt Brecht, frutto di un workshop con Eimuntas Nekrosius, che ha scelto come protagonista l’attore Alessandro Lombardo.
L’11 e 12 ottobre è in programma Vita di Edoardo II d’Inghilterra di Bertolt Brecht, con la regia di Andrea Baracco, giovane regista che affronta felicemente sia testi di autori classici che contemporanei. Complotti, guerre e lotte intestine, interessi politici, pulsioni, violenze e omicidi. Un groviglio di eventi in cui Brecht inserisce una scansione temporale, una suddivisione cronologica che pare una partitura musicale, in cui il Tempo diventa il vero protagonista della storia.
Infine, il 18 e 19 ottobre sarà la volta de La guerra di Kurukshetra, con la regia di Giorgio Barberio Corsetti su testo di Francesco Niccolini. Tratto dal Mahabarata, lo spettacolo dimostra efficacemente come gli antichi testi orientali possano trasformarsi in meravigliose produzioni teatrali. È la storia di tutte le storie, un atto d’accusa lucido e spietato sulla follia dell’uomo, un inno palpitante all’infinita bellezza del creato.
Seguirà il 30 e 31 ottobre Blood, concerti sul cielo e la terra che Pippo Delbono realizzerà in collaborazione con Petra Magoni, artista visiva, compositrice, poeta, fotografa, regista, strumentista.
È prevista inoltre il 21 ottobre una conferenza spettacolo di Serena Sinigaglia dal titolo Eros e Thanatos. “Un viaggio” come dice l’autrice, “dentro le antiche parole che non accaddero mai ma furono sempre”. La storia di una passione per i classici del teatro greco. Tre attori sul palco per restituire ancora una volta intatta, la forza irresistibile di quelle parole.

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