Quando Mozart e Haydn incrociano il jazz

Posted on 30 aprile 2014

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walter-attanasiPraga CZ – Gli strumentisti dell’orchestra d’archi abbandonano alla spicciolata il palcoscenico e infine, quando staccano gli ultimi due violini, il pianoforte trasforma l’Adagio della ‘Sinfonia degli addii’ di Joseph Haydn in una rutilante variazione jazz. 
È questo il registro su cui Walter Attanasi ha scelto di giocare il programma Classic & Jazz nell’incontro con il pianista Danilo Rea. Un divertissement – prodotto da Umbria Music Fest e Italia Arte Fest – che si propone di verificare l’effetto si una contaminazione jazz nel cuore di un programma dal rigore classico. E l’effetto è ironicamente straniante, volutamente improntato alla leggerezza che unisce il gesto del suono al gioco (nel doppio senso di Play).
Il programma si apre con una pulita partitura del Divertimento in Re magg KV 136 di Wolfgang Amadeus Mozart, che Attanasi accompagna con una sobrietà rotonda (anche del Presto) nell’esecuzione del ensemble Czech Virtuosi.
Il movimento dalla ‘Sinfonia degli addii‘ si avvia sul medesimo registro, salvo giocare sull’abbandono progressivo degli orchestrali a favore del piano jazzato, vigorosamente improntato all’accelerazione del tema melodico.
I quattro movimenti del Concerto per viola e orchestra in Sol magg di Telemann che segue tornano nell’alveo del classico, con la violista Jitka Hosprová a variare dall’asprezza di Allegro e Presto all’intensità dell’Andante.
L’esecuzione della Serenata in Mi magg Op. 22 di Antonín Dvořák esalta il repertorio dei virtuosi ceki, mentre l’Adagio di Samuel Barber è un assolo al piano di Rea.
Attanasi guida quindi un curioso intreccio tra classico e jazz in una versione rivisitata dei Crisantemi di Puccini, alternando le sonorità intimiste degli archi agli arpeggi spezzati del pianoforte.
L’Allegro della Eine Kleine Nachtmusik riunisce sotto l’egida mozartiana un dialogo con gli archi tra intermezzi e occasionali interpolazioni di Rea, mentre la parade finale del Grave per viola e orchestra di Jiří Antonín Benda riunisce assieme tutti i protagonisti e lascia respiro all’espressionismo intenso della Hosprová.  
Les jeux son faits, il divertimento coglie pubblico e orchestrali. E questa serata-invenzione diretta da Attanasi funziona.

visto a Praga, Rudolfinum

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