Nasce da una nuova consapevolezza sul valore il lavoro paziente, quasi eroico, di piccoli apicoltori italiani che ricercano nel proprio miele una qualità gourmet capace di valorizzare la biodiversità. Perché se è vero che, come scrisse Emily Dickinson, «Il pedigree del miele non è una preoccupazione dell’ape; un trifoglio, in qualsiasi momento, per lei è l’aristocrazia», è altrettanto evidente che mettere le api nelle condizioni migliori consente di raggiungere una qualità eccellente. E quell’eccellenza, lentamente, inizia a essere percepita dal mercato.

Le storie di Andrea Paternoster di Thun, Alberto e Caterina di Volàvia nel cuneese, Adi Apicoltura e Giacomo Volpi dell’Antico Miele della Signoria su Food24 / Il Sole-24Ore.

 

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