Sergei Polunin porta in scena un ambizioso spettacolo su Dante per Ravenna festival, in occasione dei 700 anni dalla morte del sommo poeta.

Ecco la recensione di Lara Crippa per @paroledidanza

Parole di Danza

Metànoia, cambiare idea, mutare il proprio pensiero, pregiudizio, ideologia. Percorrere nuove strade all’interno di sé, come ha fatto Sergei Polunin con la propria vita e che ora porta in scena con un ambizioso spettacolo su Dante per Ravenna festival, in occasione dei 700 anni dalla morte del sommo poeta. “Viva Dante”, celebra la città che ne custodisce le spoglie, viva La Divina Commedia ed il suo viaggio salvifico. È a questo viaggio che si ispira il “danzatore ribelle”, noto ancora oggi per la sua giovane carriera, la perdizione, i tatuaggi, i video musicali. Un viaggio che percorre le tre cantiche con la sola voce di Andjela Ninkovic come guida. Protagonista assoluto, Sergei Polunin, dilata la propria vita riproducendosi in un universo dimensionale. La solitudine del proprio esilio propone solo la propria replica, ma in realtà è la molteplicità dell’arte a sostenerlo, dandogli forma e senso. Tre artisti diversi…

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