Noiose pseudo-provocazioni ispaniche

Posted on 14 ottobre 2011

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Venezia – Una noia mortale, nel vuoto di senso, contenuti, drammaturgia, lucidità, poesia. “Muerte y reencarnación en un cowboy” è l’indifendibile lavoro che Rodrigo García, acclamato “irregolare” della scena internazionale, ha presentato alla Biennale Teatro.
Nel suo proposito di affrontare «il disordine di un mondo fatto di violenza e sopraffazione, mettendo a nudo l’ipocrisia e le contraddizioni dei nuovi rituali del nostro quotidiano», rinuncia a sviluppare qualsiasi spunto di un qualche interesse e banalizza, senza ironia, messaggi di «scardinamento dei valori» senza costrutto.
Mescolando le consuete sguaiate pseudo-provocazioni (tutto un déjà-vu di brutte nudità e insulse cacofonie e strumentalizzazione di animali, dove starebbe l’eccesso, quello vero?) e banali lallazioni sul grottesco, il regista ispano-sudamericano confeziona un pezzo programmaticamente «non bello» e inguaribilmente inutile.

Giambattista Marchetto

Posted in: recensioni, teatro