L’America del “domani” corrosa da Latella

Posted on 25 ottobre 2011

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Modena – «Domani è un altro… domani». È un gioco di parole astratto e giocoso, carnale e scomposto la dedica a Rossella O’Hara che Antonio Latella ha presentato a Castelfranco Emilia per il festival VIE.
Il regista iperattivo e sempre ipertrofico ritrova una verve ludica e intelligente, delicata nel toccare i sentimenti contraddittori che la protagonista rivela senza pudore e terribilmente corrosiva nel tematizzare la desolazione del “sogno americano”.
A VIE il regista ha presentato in prima assoluta due dei cinque movimenti che compongono l’affresco teatrale “Francamente me ne infischio” sull’eroina di “Via col vento”. E i due capitoli già offrono uno spaccato di riflessioni differenti: con “Atlanta” l’occhio lucido di Latella gioca con le paure e le tensioni di una donna piena di paure e dunque aggressiva verso la vita, capace di odiare e amare con furore, incapace di essere madre e di non civettare per sopravvivere, bambina viziata disposta a tutto per far valere le proprie ragioni, commovente icona di fragilità. Se già in tutto questo morboso e divertente gioco sul femminile la Rossella di Latella incarna vizi e passioni dell’America, la coincidenza diviene meno intimista e decisamente più pop con “Twins”, uno spettacolo iconoclasta con leggerezza, spregiudicato nella facilità di lettura di una critica acida alla junk-culture made in Usa. Tra bikini a stelle&strisce e un kingkong lascivo, gemelli con la faccia di Bart Simpson, un George W. Bush in versione Jocker, isterie sexy e misticismi patriottici, Latella si inventa un ritratto a dir poco corrosivo della superpotenza che – come Rossella – è la smorfia e il sorriso, è madre di tutti i figli che non sono suoi. E poi è la terra che non gioca sul terreno del presente, perché “domani è un altro domani”, non solamente “un altro giorno”.

Giambattista Marchetto

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