Torino – Nel 1998 Maurice Béjart aveva diretto il festival Torino Danza e ora la città rende omaggio al grande coreografo con un doppio appuntamento. Dal 30 novembre al 14 dicembre il Teatro Regio accoglie infatti la tournée mondiale con cui il Béjart Ballet Lausanne celebra i suoi venticinque anni di attività.

Il primo evento – dal 30 novembre al 5 dicembre – propone in programma L’Oiseau de feu, Syncope, Offrande à Stravinsky e Le Sacre du printemps. Il secondo – dal 7 al 14 dicembre – vede in scena Light e Boléro.
Nell’Oiseau de feu (rappresentato per la prima volta nel 1970) Béjart nutre, alimenta e rivoluziona la suite orchestrale di Igor Stravinskij del 1919. Opera infatti su questo grande classico del ‘900 «ritrovando i due elementi choc che furono alla base della creazione: Stravinskij musicista russo, Stravinskij musicista rivoluzionario. Che la danza sia quindi l’espressione astratta di questi due elementi».
Syncope (2010) è la coreografia di Gil Roman su musica dei Citypercussion che arriva a Torino in prima italiana. Il coreografo dispiega nel movimento dei corpi quello che accade nell’istante sospeso della sincope, in cui hanno luogo perdita di conoscenza, ispirazione, invenzione.
Offrande à Stravinsky (2012) è un delizioso piccolo omaggio a Stravinskij, a Torino in prima nazionale. È costituito dalla fusione di due frammenti tratti da due coreografie differenti: il primo è un solo – eseguito da Gil Roman – sulla voce di Stravinskij durante una prova d’orchestra (tratto dal balletto Igor et nous del 2007) e il secondo è un pas de deux sulla musica del terzo movimento del Concerto per violino e orchestra in re maggiore di Stravinskij.
Le Sacre du printemps (1959) è una pietra miliare della storia della danza. Maurice Béjart vi si accostò con coraggio e la sua versione, densa di nuovi significati, fisica e sensuale, è un successo universalmente riconosciuto. Con Béjart scompare infatti il sacrificio dell’Eletta e la celebrazione della nascita della Primavera diventa una smisurata forza primitiva a lungo addormentata.
Punto di partenza di Light (1981) è la musica di Vivaldi e l’amore sconfinato di Béjart per Venezia;  poi un’altra città sull’acqua, San Francisco, e la sua scena musicale di sperimentazione anni Settanta rappresentata dai The Residents e dai Tuxedomoon. Béjart immagina fra le due città un ponte, come quello di Rialto e, ancora, un arcobaleno; vede sprofondare le due città, ma ragazzi e ragazze emergono dalle acque danzando su una piattaforma luminosa.
Boléro, composto da Ravel nel 1928 su commissione della celebre ballerina e attrice russa Ida Rubinstein, fu coreografato da Bejart nel 1961. Nella sua versione emerge con violenza l’essenziale, nessuno spazio per gli espedienti pittoreschi; il coreografo assegna il ruolo centrale, la Melodia, indistintamente a un interprete maschile o femminile; mentre il Ritmo è interpretato dal gruppo di ballerini. Nella recita serale dell’11 dicembre protagonista d’eccezione sarà Aurélie Dupont, étoile de l’Opéra di Parigi ed étoile ospite del BBL.
Le musiche sinfoniche dei due spettacoli sono eseguite dal vivo dall’Orchestra del Teatro Regio diretta dal maestro Nicolas Brochot.

www.teatroregio.torino.it

 

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