orchidee-modena3Modena – Se l’edizione 2012 aveva subito un’interruzione e diversi annullamenti a causa del sisma che ha duramente colpito i territori emiliani, il festival VIE 2013 si fa resistenza e contrasto all’evento naturale e alle sue conseguenze, ma anche resistenza e sforzo per contrapporsi ad una situazione di criticità della cultura in Italia.
È partendo da questi presupposti che VIE Festival allarga il suo raggio d’azione e porta le sue proposte in alcuni dei comuni colpiti dal sisma, tra Casalecchio di Reno e Rubiera, passando per Vignola, Castelfranco Emilia, Modena, San Felice sul Panaro, Mirandola, Novi di Modena, Carpi, Bologna, Finale Emilia e Soliera.Questo codice QR contiene il collegamento alla pagina principale della versione mobile
Dal 23 maggio all’1 giugno, VIE porta nel territorio del Modenese i lavori di ventitre compagnie espressione dell’eccellenza della scena contemporanea europea e mondiale, presentando venti spettacoli in prima nazionale.

Sarà Modena ad ospitare alcuni importanti debutti assoluti: Alvis Hermanis presenta in prima nazionale Onegin.Commentaries (23 e 24 maggio); Pippo Delbono, in anteprima assoluta, il suo nuovo lavoro Orchidee (spostato al 31 maggio e 1 giugno). Debutta a VIE anche il nuovo lavoro del poliedrico e curioso Pascal Rambert, che con Memento mori (23 e 24 maggio) torna alle origini esplorando la danza. Torna a Modena anche il greco Theodoros Terzopoulos, che propone la prima italiana di Alarme (31 maggio e 1 giugno) sul rapporto tormentato tra Maria Stuarda e la Regina Elisabetta, e lo spettacolo Dancer (29 e 30 maggio). Mercoledì 29 e giovedì 30 anche l’ultimo lavoro di Paolo Musìo Voce, nato dall’incontro con il lavoro dell’artista visuale Thorsten Kirchhoff, mentre il 26 e 27 maggio la giovane attrice russa Karina Medvedeva porta in scena Medea, monologo essenziale, quasi una confessione che mette a nudo questa celebre storia d’amore, tradimento, follia e dolore.
de animaVIE quest’anno omaggia Virgilio Sieni, ora direttore della Biennale Danza di Venezia, con una piccola personale: al Teatro Storchi di Modena il bellissimo De anima (26 maggio), nel cortile di Palazzo Pio a Carpi HOME_quattro case, coinvolgendo alcuni abitanti dei luoghi terremotati per dar vita ad una cerimonia simbolica della ricostruzione della casa, da giovedì 30 maggio a sabato 1 giugno. In Fuga, Baudelaire – primo studio In ascolto (25 e 26 maggio a Modena) un gruppo di giovanissimi danzatori fra i 10 e 13 anni interpreta coreografie originali create da Sieni con artisti, architetti, storici dell’arte, filosofi, antropologi e geografi.

L’evento sismico che colpì Città del Messico del 1985 ispira Se rompen las olas (25 e 26 maggio a Castelfranco Emilia) della giovane attrice messicana Mariana Villegas, al suo debutto italiano. Jonathan Burrows e Matteo Fargion il 31 maggio sono a Soliera con Both Sitting Duet e One Flute Note, mentre sabato 1 giugno ripropongono Counting to one hundred e a Modena Show and tell, un evento speciale con una pièce per piano e due voci.
Ritorna anche la compagnia francese L’Eolienne, che a Vignola propone Marie – Louise (30 e 31 maggio), un viaggio sensoriale e emozionale nell’universo della pittura. E a Castelfranco Emilia arriva, venerdì 31 maggio e sabato 1 giugno, Três dedos abaixo do joelho del portoghese Tiago Rodrigues, un lavoro di denuncia in cui la censura, l’oppressione artistica e la libertà politica si fanno paradossalmente strumento di rivelazione dei punti di forza e debolezza del teatro.
E ancora Andrea Adriatico (Teatri di Vita) è a Finale Emilia con Quai Ouest, una delle opere più affascinanti e misteriose di Bernard-Marie Koltès, scritta al rientro da un viaggio in America. Il Teatro delle Ariette porta in scena Teatro naturale? (29-31 maggio a Finale Emilia), intrecciando racconti autobiografici con Lo straniero di Albert Camus. La tensostruttura di Mirandola ospita il 23 e 24 maggio <Age> di CollettivO CineticO.
A Casalecchio di Reno in scena la prima nazionale di A puerta cerrada (24 e 25 maggio) tratto dal romanzo di Jean-Paul Sartre A porte chiuse, frutto dell’incontro fra Claudio Tolcachir, direttore del Teatro Timbre 4 di Buenos Aires, e Serge Nicolaï, attore del Theatre du Soleil.
Ospiti di VIE anche i lavori di César Brie, che firma la regia di In fondo agli occhi (24-26 maggio in prima assoluta), un affresco del contemporaneo di Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari, e di Marco Plini con Himmelweg – La via del cielo (24 e 25 maggio) di Juan Mayorga, uno dei drammaturghi spagnoli più rappresentato che in questo testo rivede la Shoah da una prospettiva nuova e crudelmente paradossale.
Infine a San Felice sul Panaro è possibile vedere Viaggio al centro della terra, Non- scuola a San Felice sul Panaro, esito del laboratorio di Marco Martinelli (Teatro delle Albe); a Novi di Modena Autoritratto dal laboratorio della Piccola Compagnia Dammacco; a Modena approdano gli allievi della Scuola Paolo Grassi di Milano con il frutto del lavoro con il drammaturgo tedesco Marius Von Mayenburg.

www.viefestivalmodena.com

 

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