Biennale Danza apre con un trittico contemporaneo

Posted on 16 giugno 2016

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rid SUNNY  - c.Emanuel Gat 3Venezia – Inaugura venerdì 17 giugno con tre prime mondiali il 10. Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia. Tre spettacoli firmati da un importante trittico di artisti: Kudoku del danzatore e coreografo italiano Daniele Ninarello, in scena nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice (ore 17) assieme al jazzista americano con base in Italia Dan Kinzelman; Sur le fil della coreografa franco-algerina Nacera Belaza, proposto in dittico con La Traversée alle Tese dei Soppalchi dell’Arsenale (19.30); infine Sunny, di cui è autore uno dei più amati coreografi internazionali, l’israeliano Emanuel Gat, da anni attivo in Francia, in scena al Teatro alle Tese (ore 21.30) con il musicista elettronico Awir Léon.
A questi spettacoli si intrecciano ciclicamente, secondo un metodo che Virgilio Sieni ha sviluppato nel corso dei quattro anni della sua direzione, le brevi performance di Biennale College – Danza, nate da un percorso verso la creazione che quest’anno ha interessato un centinaio di giovani danzatori guidati da molti dei coreografi presenti al Festival. Venerdì 17 giugno si vedranno: My walking is my dancing, firmato da Sandy Williams, danzatore in forze al gruppo Rosas di Anne Teresa De Keersmaeker (Conservatorio B. Marcello, ore 16) e Verso la specie di Claudia Castellucci (Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian, ore 18).

Da qualche anno assurto all’attenzione di pubblico e critica, il trentatreenne Daniele Ninarello, che si è formato all’Accademia di Rotterdam e ha avuto esperienze con coreografi come Sieni e Cherkaoui, approda per la prima volta alla Biennale con Kudoku, spettacolo frutto di una lunga serie di residenze e prove aperte, in Italia e in vari Paesi europei. Kudoku presenta un percorso parallello tra danza e musica che si sviluppa in scena tra lo stesso Ninarello e il sassofonista e clarinettista Dan Kinzelmann: gesti e movimento si organizzano attraverso l’immersione del corpo in un’atmosfera sonora ed affettiva per lasciarsi trasportare da qualcosa di più potente della propria volontà. Un lavoro che è “una negoziazione continua tra mente e corpo, tra rumore e silenzio, tra accaduto e possibilità”, evidenzia lo stesso Ninarello.

Presenza ormai fissa dei più importanti festival di danza francesi e conosciuta a livello internazionale, la coreografa franco-algerina Nacera Belaza è a Venezia con un doppio spettacolo: La Traversée e la novità Sur le fil. Con la sua compagnia, fondata nel 1989 e composta quasi per intero da danzatrici magrebine, Belaza sviluppa uno stile coreografico dal respiro profondo, forgiato attraverso un percorso interiore e caratterizzato dalla ripetitività del gesto, da un’infinita lentezza e una dilatazione temporale che conferiscono alla sua danza un tratto ipnotico unico. Così La Traversée si fonda sulla ripetizione di un solo motivo coreografico, il cerchio, con cinque danzatrici che ruotano come dervisci e sembrano costellazioni che gravitano attorno al sole; mentre Sur le fil indaga l’idea del limite, quel filo sottile che divide la regola dalla sua trasgressione, il paradossale equilibrio della danza, preciso e fragile insieme.

Considerato come purista della danza dallo stile lirico e seducente, l’israeliano Emanuel Gat è oggi uno dei coreografi più interessanti della sua generazione a livello internazionale. A Venezia arriva con il suo nuovo Sunny.  Il lavoro fa riferimento alla famosa canzone di Bobby Hebb e vede il coreografo lavorare a stretto contatto con il compositore e performer Awir Léon per uno spettacolo che è insieme un concerto live e una vibrante esplorazione coreografica. Nelle parole della compagnia si tratta di “un’esplosione di idee, una forma libera che scorre unendo suoni nuovi a un’approfondita indagine sulle possibilità della coreografia contemporanea”.

My Walking Is My Dancing è uno studio sull’origine e la tecnica del movimento che fa capo ad una delle più prestigiose compagnie europee, Rosas, fondata da Anne Teresa De Keersmaeker nel 1983 e di cui il canadese Sandy Williams è stato membro per sei anni. “Lo spettacolo – rimarca Williams a  – è una modalità di generazione e di analisi del movimento che è alla base di gran parte del lavoro di Rosas negli ultimi anni. Si tratta di un modo di interrogare i confini fra i movimenti banali del quotidiano e quelli virtuosistici del danzatore”.

Verso la specie è il titolo della presentazione pubblica del lavoro elaborato da Claudia Castellucci – cofondatrice della Socìetas Raffaello Sanzio – con i danzatori di Biennale College – Danza. Il lavoro preparatorio si è concentrato sul legame tra musica e presenza fisica, sul lavoro del singolo letto alla luce del movimento corale.  “Il movimento principale è una deambulazione corale costruita su alcuni canoni ispirati alla metrica della poesia arcaica greca e al movimento essenziale dei cavalli. La danza è una rivelazione della presenza individuale, la quale si staglia dal – e grazie al – movimento corale”, dice la Castellucci).

www.labiennale.org

 

 

 

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