Emozioni spasmodiche nella potenza dei corpi della Batsheva

Posted on 20 luglio 2015

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last work-batshevaPraga CZ – Tensione e vigore sciolti in un amalgama liquido di corpi e simboli. Il gesto incarna violenza e dolcezza, vibra di opposizioni battenti e rimandi calibrati. E come in un vortice scomposto e gassoso, il movimento  preciso sinuoso si staglia su uno scenario disegnato dai corpi.
È uno spettacolo fatto di emergenza e contrasti Last Work, la coreografia firmata da Ohad Naharin per la Batsheva Dance Company, che ha debuttato a Tel Aviv nel giugno 2015 e subito è approdato a Praga.
Coinvolgendo tutti i 18 membri del corpo di ballo principale, dunque mettendo assieme grande qualità tecnica ed esperienza, Naharin esplora lo spettro delle emozioni che scaturiscono dallo confronto/incontro dei corpi. Emergono allora tensioni spasmodiche, movimenti che portano all’estremo muscoli e tendini, dando sfogo a una nostalgia dei corpi animali ingenui e autoreferenziali. I danzatori appaiono solisti dispersi e, appena un istante dopo, aprono al dialogo nel gruppo quasi assecondando le forzature di una incontenibile attrazione centripeta.
batsheva-tanecpraha 2Con un lavoro che richiama la biomeccanica e allo stesso tempo riprende le fila del percorso comune di Naharin con Hofesh Shechter, la coreografia incastona i corpi in una scenografia vivente e capace di un impatto visivo potente. Il movimento è dirompente e sembra autogenerarsi, senza volontà e allo stesso tempo con la folle predeterminazione di un formicaio nel quale ogni assolo diventa negazione della solitudine.
Last Work parla allora di conflitti e di pace, di scontri che si sciolgono all’apparire di una bandiera bianca – non più simbolo, ma necessità esistenziale. E nel finale le solitudini immobili si saldano come nodi portanti in una rete che si crea in un crescendo di suoni, spasmi, silenzi, emozioni.

@gbmarchetto

visto al Hubední divadlo Karlín di Praga CZ (evento conclusivo del festival Tanec Praha)