Venezia – Voluto da Vittorio Cini e inaugurato nel 1954, lo straordinario Teatro Verde sull’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia è un anfiteatro all’aperto capace di ospitare fino a 1.500 persone.

Definito negli anni Cinquanta dall’attrice Katerine Hepburn “il teatro più bello del mondo” e inserito nel 2016 tra i luoghi del FAI, il Teatro Verde – opera dell’architetto Luigi Vietti – è così denominato per le siepi di ligustro collocate sugli schienali delle sedute in pietra e si trova nella porzione meridionale del bosco dell’isola di San Giorgio Maggiore fondendosi con il paesaggio e assumendo come quinta teatrale la Laguna di Venezia.

L’anfiteatro all’aperto è da sempre esposto all’aggressività dell’ambiente lagunare e alle acque alte. La parte del Teatro che si trova sotto il palcoscenico è collocata a una quota inferiore rispetto al medio mare e quindi in più occasioni la fossa dell’orchestra e il seminterrato sono stati sommersi. Per questo motivo già dal 1975 le programmazioni non furono continuative, e frequenti furono gli interventi mirati di restauro: negli anni 2000 per gli spettacoli della Biennale, nel 2007 e infine per un’ultima stagione concertistica a cura di Ponderosa Music & Arts nel 2013-2014.

Ora il Teatro Verde riapre al pubblico grazie ad un progetto di recupero avviato dalla Fondazione nel corso del 2021, che ne ha riportato alla luce l’architettura valorizzandone tutte le qualità dei materiali costruttori, la struttura botanica circostante, le spazialità e gli straordinari scorci paesaggistici.
“Il recupero del Teatro Verde – rimarca il segretario generale della Fondazione Giorgio Cini Renata Codello – rappresenta oggi un momento cruciale, non solo per la storia architettonica di Venezia, ma soprattutto per la sua vita culturale e artistica, di cui la Fondazione Cini rappresenta da sempre un punto di riferimento internazionale”.

In occasione dell’apertura ad aprile, sarà possibile vedere un’anticipazione del film site specific, prodotto dalla Fondazione Cini nell’ambito del centro di eccellenza ARCHiVe. La Maschera del Tempo è un’opera audiovisiva creata da Mattia Casalegno in quattro atti: la Storia, gli Spettacoli, il Presente e il Futuro. Ispirata alla storia e architettura del Teatro Verde, l’opera parte dall’idea di teatro inteso come luogo di finzione e rappresentazione e si colloca all’intersezione tra Natura e Cultura, indagando sulle relazioni e tensioni che uniscono l’ambiente naturale, l’uomo e le sue tecnologie.

Visite guidate a cura della Fondazione Cini > info su www.visitcini.com

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