(Praga CZ) - Dare ascolto a chi danza il contemporaneo può significare anche raccogliere contraddizioni e qualità, momenti forti e insignificanze. Così nel programma Dance transit - articolato tra Praga, Lipsia e Dresda - trovano spazio lavori di densità molto diversa. Pongo Land è una sconclusionata e decisamente poco interessante raffigurazione di una diversità fisica … Leggi tutto Emozioni (e noia) di danza nel cuore d’Europa
L’Inferno rutilante della lotta alla noia
Praha CZ - Dove si colloca l'Inferno? Dove si gioca la partita delle ossa sfiancate da un dolore che ha le stigmate dell'eterno e la banalità di uno sguardo umano? Muovendo dalla cantica più visionaria dell'Alighieri, il regista Jan Nebeský ha costruito un intenso percorso "a riveder le stelle" fatto di parole sussurrate e masticate, … Leggi tutto L’Inferno rutilante della lotta alla noia
Happy Thanksgiving!
Le “cicatrici” di Cunningham 50 anni dopo
Praga, anni Sessanta. Danza significa balletto, repertorio Vaganova che significa tradizione e soprattutto certezza – per paradosso un baluardo del conservatorismo socialista che affonda le radici nel tempo zarista. In questo mondo ufficialmente statico irrompe (clandestinamente) un americano che passerà alla storia come il padre della danza post-moderna.
Il passaggio di Merce Cunningham nella capitale cecoslovacca e a Ostrava è datato 1964 – anno in cui il coreografo gira il mondo in tournée con la sua compagnia e con il compositore John Cage e l’artista Robert Rauschenberg. E l’impatto di questa proposta coreografico-musicale non ortodossa è un’esperienza cruciale per gli artisti locali, giovani e meno giovani.
A 50 anni da quell’evento il Teatro Nazionale di Moravia-Slesia con base a Ostrava in collaborazione con il Národní Divadlo di Praga ha prodotto Cunningham 50, un evento diretto da Daniel Squire, che con la Cunningham Dance Company ha lavorato 11 anni. Le tre…
View original post 240 altre parole
Romeo and Juliet, a glimpse into Shakespeare’s characters
When you are watching two beautiful creatures dancing on a music which chases, anticipates and recalls one of the most excellent and lamentable tragedy*, you should feel all the arts smiling and weeping together. We are in the stunning frame of Teatro alla Scala in Milan, on a balcony too, so close to peer on each face, costume and musical instrument. On the stage is going to start the two-hours’ traffic written by Willian Shakesperare which Kenneth MacMillan has brought to almost three. The star-crossed lovers are Roberto Bolle and Alina Somova, two demigods whose beauty makes sometimes forget the misadventured piteous overthrows of Romeo and Juliet. To close the magic circle a young orchestra follows their conductor, Zhang Xian, a strong and passionate Chinese woman who leads them with her whole body and soul almost wrapping the dancers with Prokof’ev’s music.
View original post 310 altre parole


